Per una Sociologia Sensibile. Esercizi di Teoria Sociale

Per una Sociologia Sensibile

Esercizi di Teoria Sociale

Napoli, Università “Federico II”, venerdì 16 febbraio 2018
Perugia, Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, martedì 10 aprile 2018
Lugano, Facoltà di Scienze della Comunicazione, USI, venerdì 4 maggio 2018

 

Per una Sociologia Sensibile

 

L’Atelier di ricerca sulla narrazione e l’immaginario Funes dell’Università di Napoli “Federico II”, il Gruppo di ricerca sui legami sociali Riles del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia e l’Istituto di Media e Giornalismo dell’Università della Svizzera Italiana di Lugano si uniscono in un progetto dal titolo “Per una sociologia sensibile”, dove l’aggettivo vuole essere inteso secondo diverse accezioni.

  1.  Una sociologia che presti attenzione alle esperienze sensoriali (emozioni, stati d’animo, sentimenti, passioni) attraverso le quali il soggetto crea legame sociale, interpreta la e agisce nella realtà sociale che lo circonda. Il riferimento diretto è alla teoria di Simmel: «I nostri sentimenti cadono su di noi come la pioggia o il sole, senza che la nostra volontà sia padrona del loro apparire o scomparire. […] Noi siamo fatti ormai in modo tale che abbiamo bisogno non solo di una certa proporzione di verità ed errore come base della nostra vita, ma anche di una certa proporzione di chiarezza e di vaghezza nell’immagine dei nostri elementi esistenziali. Ciò che vediamo con precisione fin nell’ultimo fondamento, ci mostra proprio per questo i limiti del suo interesse ed impedisce alla fantasia di intessere i fili delle sue possibilità, della qual cosa non può ripagarci alcuna realtà». In tale direzione, risulta interessante riflettere non soltanto sull’utilizzo del sentire nello studio sociologico, ma anche sui modi attraverso cui viene raccontato, e quindi esperito, ciò che si percepisce: un’attenzione precipua, quindi, alle narrazioni, alle pratiche filosofiche, alle forme di immaginari e di immaginazione sociologica.
  2. Una sociologia che sia attenta agli incroci e alle interazioni che vengono a crearsi con riflessioni di altri ambiti di studio che sempre più spesso vengono considerati marginali (leggi: non rientranti nei settori scientifici disciplinari sociologici) da un pensiero dominante scientifico che sembra stia affermandosi sempre di più nel contesto italiano. In questo senso, ci riferiamo in particolare ai rapporti che la sociologia intrattiene con la filosofia, la storia, la letteratura, la cinematografia e più in generale l’audiovisivo, gli studi sulle narrazioni, ecc. Crediamo che uno scambio intenso con ricerche di questi settori e una collaborazione attiva con studiosi provenienti dalle suddette discipline possano essere forieri di un ampliamento della capacità di comprensione sociologica della realtà sociale.
  3. Una sociologia che, per una consapevole e responsabile diffidenza nei confronti di un paradigma razionalistico radicale, sappia riconoscersi come una pratica che non si costruisce sul principio dell’esattezza, ma della pertinenza e del coinvolgimento. Nel senso comune si tende spesso ad accomunare la sensibilità con la fragilità. Una sociologia consapevolmente sensibile può trasformare questo tipo di fragilità positivista in una risorsa comprendente.
    Per approfondire le tematiche sopra esposte, si terranno tre incontri che vogliono porsi come inizio di un percorso di riflessione sulla sociologia sensibile da portare avanti con successive iniziative e forme di riflessione. Gli eventi sono patrocinati dalla sezione Vita Quotidiana dell’Associazione Italiana di Sociologia.

Il primo appuntamento si terrà a Napoli, venerdì 16 febbraio 2018. L’attenzione sarà focalizzata sul rapporto tra riflessione sociologica, narrazione e immaginari sociali. Una particolare attenzione sarà posta sul modo in cui alcune domande filosofiche di matrice esistenzialista possano contribuire ad arricchire un percorso di studio teorico ed empirico in ambito sociologico. Emerge la necessità, in un’indagine epistemologica di questo tipo, di un utilizzo sensibile e fine di materiali narrativi eterogenei e non necessariamente di carattere scientifico: romanzi, saggi, narrazioni filmiche, ecc. Da questo dialogo polifonico possono venir fuori nuove forme, più sensibili e pertinenti, di comprensione dell’umano e del sociale. Tra i relatori invitati ci saranno Mario Longo, Ercole Giap Parini, Gianfranco Pecchinenda. Introdurrà la riflessione Stefano Bory.

Il secondo appuntamento si terrà a Perugia, presso il Dipartimento di Scienze Politiche, martedì 10 aprile 2018. L’incontro, curato nello specifico dal gruppo di ricerca RILES sulla costruzione dei legami sociali, focalizzerà l’attenzione su due punti principali: 1) la funzione svolta dalla teoria sociale negli studi sociologici, esercizio imprescindibile per lo studioso sociale: la teoria sociale è l’attività del pensare, che si configura quindi come una pratica, un esercizio, un impegno. In tal senso, sarà interessante riflettere sui rapporti tra l’immaginazione sociologica e le pratiche filosofiche intese come lenti di ingrandimento nell’analisi della realtà sociale; 2) proposte di aggiornamenti del concetto habermasiano di sfera pubblica, alla luce del ruolo sempre più incidente dei comportamenti emotivi nell’assunzione di decisioni vincolanti per gruppi e comunità di soggetti.
Tra i relatori invitati, ci saranno: Luca Corchia, Paolo Jedlowski, Ambrogio Santambrogio. Introdurrà la riflessione Massimo Cerulo.

Il terzo incontro si terrà a Lugano, presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università della Svizzera Italiana, venerdì 4 maggio 2018. L’incontro vuole declinare il tema generale del progetto in uno specifico caso di studio: la rilevanza delle serie televisive nella narrazione della società contemporanea. In primo luogo, si metterà in luce la dimensione e la rilevanza socio-culturale che, ancora oggi, i vari prodotti televisivi sono in grado di veicolare. In secondo luogo, attraverso alcuni esempi concreti, si metteranno a fuoco le dimensioni narratologiche e “mitologiche” delle serie televisive, in bilico tra esigenze produttive e rilevanza di fenomeni tipici del mondo digitale quali il fandom.
Tra i relatori invitati, ci saranno: Eleonora Benecchi, Massimo Scaglioni, Matthew Hibberd. Introdurrà la riflessione Gabriele Balbi.

Per informazioni e iscrizioni:
Stefano Bory ([email protected])
Massimo Cerulo ([email protected])
Gabriele Balbi ([email protected]);