Funes. Journal of Narratives and Social Sciences | Call for Papers La rappresentazione della morte nella società contemporanea

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Call for Papers
La rappresentazione della morte nella società contemporanea


Editors:
Luca Bifulco, Antonio Cavicchia Scalamonti, Gianfranco Pecchinenda, Alessandra Santoro


Tra le poche cose con cui ogni società, in ogni epoca storica, è costretta a fare i conti c’è l’esperienza della morte. La situazione marginale per eccellenza, come è stata definita, in quanto ai
margini di ogni sistema simbolico, di ogni solida struttura di significato di cui una collettività può dotarsi, dal momento che essa non è concretamente conoscibile.
Ogni gruppo, così come ogni individuo, quindi, di fronte alla finitudine dell’umano, alla perdita e al lutto da elaborare, deve porsi in qualche modo il problema del senso, dei significati da dare alla
morte per affrontarne la portata.
E ogni epoca ha dei modi generalmente consolidati per gestirne il peso, con un bagaglio di simboli, di idee prevalenti, così come di strategie individuali e collettive più o meno diffuse. Analizzare
questo repertorio simbolico ed esperienziale, e quindi i modi in cui si rappresenta e si percepisce la morte, ma anche modalità resistenziali o inedite, vuol dire allora decifrare diversi aspetti di interi consorzi sociali.
Perché la morte e la sua rappresentazione, sottotraccia, lasciano intravedere diverse questioni sociali connesse, dalla presa dei fenomeni religiosi alla stratificazione che i significati dominanti possono sorreggere, dai conflitti sociali alle caratteristiche dell’esperienza della vita quotidiana, ecc.

Non a caso, dunque, è possibile sostenere che la morte debba essere considerata uno degli indicatori fondamentali per lo studio del comportamento collettivo e uno dei temi centrali per l’analisi
dell’immaginario di un’epoca, dal momento che dalle trasformazioni delle pratiche di rappresentazione della morte possono evincersi numerosi cambiamenti dei modelli culturali.
Non è secondaria l’incidenza delle tecnologie, specie dei media, sul senso che ognuno di noi attribuisce alla morte e sulla sua esperienza. Se, infatti, la morte nella società moderna è stata caratterizzata – secondo molti studiosi – dallo stretto legame con i fenomeni di privatizzazione e individualizzazione tipici della modernità, tanto da poter definire sia una condizione di isolamento del morente che una rimozione del fenomeno dalla sfera pubblica e dall’analisi razionale, si può dire che lo sviluppo delle tecnologie, in particolare quelle mediatiche, ha reso oggi la morte un fatto pubblico, accessibile e visibile a tutti, producendo forme nuove di rappresentazione, ritualità, commemorazione e narrazione.
Parliamo della morte, ma di conseguenza anche di un suo corollario ineludibile: l’idea di immortalità, che nella nostra epoca trova la sua forma espressiva più comune nel culto della giovinezza, nella valorizzazione del corpo, nell’idea della salute, nei modelli estetici dominanti.
Vale a dire fenomeni che ci rivelano la diffusa ossessione della vecchiaia, la paura delle malattie e della finitudine che l’ineluttabile processo di degenerazione biologica del corpo, di cui la sofferenza
fisica è esplicita rappresentazione, ci pone inesorabilmente innanzi.
Partendo dalle questioni appena esposte, le proposte di articolo, che potranno avere un profilo teorico o presentare risultati di indagini empiriche, dovranno riflettere sulle diverse modalità attraverso cui si rappresenta, narra, elude o raggira il tema della morte, o sull’esperienza e sui significati che vengono elaborati.

Le proposte potranno trattare i seguenti temi, anche se in modo non esclusivo, in virtù di differenti approcci disciplinari:

  • Morte e modernità
  • Pratiche narrative ed esperienza della morte
  • Media, tecnologie e morte
  • Visibilità e nascondimento, morte pubblica e morte privata
  • Significati, simboli, idee sulla morte e il morire
  • Il corpo del morente
  • Strategie d’immortalità
  • Ritualità, elaborazione del lutto e commemorazione

Presentazione delle proposte
L’abstract (massimo 500 parole) può essere scritto in italiano o in inglese e va inviato ai seguenti indirizzi di posta elettronica:


La proposta deve contenere:

  • Nome, cognome, Istituto di appartenenza e posizione accademica dell’autore;
  • Titolo provvisorio dell’articolo;
  • Indicazione nell’oggetto della mail  “Call: La rappresentazione della morte nella società contemporanea”.


Tempi:
Scadenza invio abstract: 30 novembre 2017
Comunicazione della risposta: 15 dicembre 2017
Scadenza invio paper: 20 Marzo 2018
Decisione dei revisori: 30 aprile 2018
Invio articoli definitivi: 5 giugno 2018
Pubblicazione: luglio 2018


Lingue riconosciute
Italiano e inglese