L’Atelier Funes

ico_funes

Dopo quasi mezzo secolo gli studi narratologici, originariamente orientati quasi esclusivamente all’analisi dei testi e dei prodotti artistici (letterari, teatrali, cinematografici, televisivi, etc.), sta emergendo, nel corso degli anni più recenti, una progressiva tendenza verso un’apertura all’analisi delle narrazioni connessa alle scienze sociali.
Più nello specifico, verso la metà degli anni Novanta si è verificato un fenomeno abbastanza diffuso, da alcuni definito narrative turn, che può essere riferito all’emergere di una situazione in cui la narratività e lo storytelling si sono venute imponendo nell’ambito degli studi scientifici, fino a coinvolgere anche settori tradizionalmente estranei all’analisi di carattere narratologico, quali la sociologia, la psicologia, la politica, l’economia, il marketing.
Si è dunque venuta evidenziando la necessità, da un lato, di studiare sistematicamente le modalità attraverso le quali la sociologia, le scienze della comunicazione e le altre scienze sociali stanno utilizzando le tradizionali teorie narratologiche e, dall’altro, di valutare e riesaminare l’adeguatezza delle precedenti elaborazioni teoriche in vista delle più recenti acquisizioni della ricerca emerse nell’ambito della metodologia delle scienze sociali.
Tutto questo, evidentemente, senza trascurare l’enorme influenza che, in particolare nel corso degli ultimi due decenni, la diffusione dei nuovi supporti tecnologici sta manifestando in questo settore di studi.
Questa originale area di ricerca si inserisce paradigmaticamente all’interno dei modelli interpretativi proposti dagli studi sugli immaginari sociali. “Narrazione” e “Immaginario” rappresentano quindi due categorie interpretative socio-storicamente pertinenti che vanno promosse nel dibattito scientifico tanto locale quanto internazionale.
Le forme che l’Immaginario è venuto assumendo nel corso degli ultimi anni possono schematicamente essere declinate lungo i due versanti intorno ai quali si intende dipanare l’attività del nostro Atelier: le trasformazioni cosmologiche e le trasformazioni tecnologiche.
In questo quadro, l’Atelier di ricerca sulla Narrazione e l’Immaginario – denominato Funes in onore allo straordinario personaggio immaginario creato da Jorge Luis Borges – che proponiamo di costituire all’interno del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, intende proporsi come una sede di riferimento e di coordinamento finalizzata alla promozione di tutte quelle attività di ricerca atte allo sviluppo di questi percorsi conoscitivi sia sul piano teorico-paradigmatico sia sul piano empirico.

Da una parte il centro intende dunque proporsi come un luogo istituzionale di riflessione scientifica (attraverso conferenze e attività seminariali) per coloro che svolgono studi sulle suddette tematiche nelle diverse aree disciplinari (oltre alle possibili aree di riflessione teorica, saranno proposte altresì riflessioni metodologiche e di esperienze di ricerca empirica, il cui obiettivo sarà quello di valutare le capacità euristiche offerte dall’approccio narrativo nella lettura e l’interpretazione dei processi sociali della contemporaneità).
Dall’altra, intende proporsi come soggetto portatore di progetti di ricerca internazionali aventi come oggetto lo studio delle configurazioni narrative espresse nel mondo contemporaneo. Il rapporto tra tali configurazioni e le tecnologie della comunicazione che ne fanno da supporto, costituisce uno dei nuclei innovativi di tale percorso di ricerca.